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QUANDO SOFFIA IL VENTO DEL CAMBIAMENTO, ALCUNI COSTRUISCONO RIPARI, ALTRI COSTRUISCONO MULINI A VENTO

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Editoriale

 

Si parte. Il primo, vero, innovativo, concreto progetto di tutela, valorizzazione e promozione del miele italiano. Del miele, tre volte italiano. Per Apicoltori, Api e Ambiente. Una vera e propria scommessa. Difficile, articolata, affascinante. Che vale la pena di giocarsi. Questo è il momento giusto. Per tanti motivi, intriseci ed estrinseci al settore. Perché indubbiamente, per la prima volta nell’ultimo decennio, nelle ultime due stagioni abbiamo osservato un rallentamento dei consumi ed un deciso ribasso delle quotazioni ingrosso, nonostante il perdurare delle difficoltà produttive che non sono un problema limitato al settore nazionale ma interessano la produttività mondiale. Dunque un primo campanello d’allarme da non sottovalutare.

Nel contempo, però, la tragica pandemia che stiamo subendo, per una serie di motivazioni che non possono essere affrontate compiutamente nello spazio di un articolo, ha aperto importanti spazi di mercato inerenti le produzioni agro-alimentari di qualità, fortemente legate ai concetti di sostenibilità ambientale. Insomma, da un lato, questo è il momento di intervenire per contrastare i primi segnali di difficoltà del mercato. Nello stesso tempo, però, questo è il momento giusto per cogliere l’interessamento dei consumatori verso prodotti che hanno proprio le caratteristiche del nostro miele.

 

Appurato che è il momento giusto, bisognava stabilire il modo giusto. Le tradizionali attività di promozione non sono evidentemente alla portata della realtà apistica. Passaggi televisivi o radiofonici o altre forme di comunicazione normalmente efficaci sono troppo dispendiose. Basti pensare all’esempio del Consorzio del Parmiggiano Reggiano che proprio recentemente ha pubblicato un Bando di oltre 2.700.000,00 euro per attività di comunicazioni da realizzare negli Emirati Arabi Uniti, in Arabia Saudita e nel Kuwait.

Senza perderci d’animo, attingendo a quella straordinaria virtù tipica dell’italiano (di saper trasformare i vincoli in opportunità) e dell’apicoltore italiano (la caparbietà), abbiamo pensato di “mettere in rete” la più importante ricchezza della nostra apicoltura: la passione, la competenza e l’ubiquitarietà degli apicoltori. Chi meglio di loro? Chi se non loro?

 

Ecco che nasce il Progetto ALVEARE ITALIA, la più grande ed innovativa rete di testimonial del miele italiano. Una scommessa straordinaria. Straordinariamente complessa, straordinariamente articolata, ma anche e soprattutto straordinariamente affascinante.

 

L’essenza stessa del progetto è la partecipazione. La partecipazione di tutti, delle donne e degli uomini che hanno a cuore il miele italiano, l’ape italiana, l’apicoltura italiana ed il patrimonio di ricchezza ambientale e culturale a loro collegati.

Questo è solo l’inizio di una vera e propria chiamata alle armi. Un reclutamento per la battaglia a favore del nostro miele e di tutto quello che esso rappresenta.

Nei prossimi numeri, tutti i dettagli.

 

Agricoltore attivo

Sempre più spesso viene chiamata in causa la figura dell’agricoltore attivo. Per accedere ai finanziamenti agevolati piuttosto che per poter usufruire di regimi contabili riservati al mondo agricolo. La disciplina del requisito dell’agricoltore attivo è stata esplicitata con circolare AGEA prot.n.99157 del 20 dicembre 2018 che faceva riferimento all’art.9 del Reg.(UE) n.1307/2013 e al DM 7 giugno 2018 n.5465.

 

Recentemente l’Area Coordinamento AGEA ha chiarito che chi si avvale della facoltà di esenzione dalla presentazione delle comunicazioni rilevanti ai fini IVA, in presenza di un volume d’affari non superiore a 7.000,00 euro (regime di esonero), dal corrente anno fiscale, per percepire contributi per i quali la normativa regolamentare UE richiede la verifica del requisito dell’agricoltore in attività, deve sempre dimostrare l’attività agricola svolta mediante la presentazione di congrua documentazione fiscale/contabile, come ad esempio le fatture di acquisto di candito, telaini, foglie cerei, etc.

 

Ziliani, nuovo Presidente AIAAR

 

 

Salvatore Ziliani, apicoltore professionista, di Piacenza, da sempre convinto sostenitore delle api autoctone adattate ai vari territori, è il nuovo Presidente dell’AIAAR – Associazione Italiana Allevatori Api Regine, la storica ed autorevole associazione che rappresenta e tutela le api italiane e gli apicoltori che le selezionano e le riproducono. Angelo Dettori, di Montescudo (RN) nella veste di Vicepresidente Vicario, Paolo Spiccalunto di Morlupo (RM) come Tesoriere, Riccardo Babini direttore dell’ARA Associazione Romagnola Apicoltori di Bagnacavallo (RA), Riccardo Terriaca direttore del CoNaProA Consorzio Nazionale Produttori Apistici di Campobasso, Leandro Cilia titolare dell’apicoltura Cantoni e Ottani di San Giovanni in Persiceto (BO) e Marco Valentini di Bioapi di Sansepolcro (AR) completano i nuovi organi sociali eletti dall’assemblea dei soci lo scorso 19 dicembre. Ziliani, eletto all’unanimità dal Consiglio Direttivo in data 30 dicembre u.d., si è immediatamente messo al lavoro con una rotta ben definita, le cui coordinate sono: condivisione, trasparenza, partecipazione, autorevolezza, competenza e territorialità. Una bella sfida, non c’è che dire. Ziliani e la sua squadra sono chiamati a trasformare i programmi annunciati in fatti concreti, per riconsegnare la dovuta centralità  nella nostra apicoltura alla regina delle eccellenze: l’ape italiana. Un ruolo importante, nel rinnovamento degli organi sociali e nella definizione di un nuovo piano d’azione, è stato svolto dai soci di AIAAR che hanno sottoscritto il manifesto dell’Ape Italiana di Miele in Cooperativa. Tutti compatti, infatti, hanno convintamente sostenuto l’esigenza del cambio di rotta. In particolare è emersa l’esigenza, che ha trovato risposta nel programma presentato da Ziliani, di mettere al centro delle attività di AIAAR i servizi ai soci-allevatori, di allargarne la presenza in tutto il territorio nazionale e di avviare azioni concrete di valorizzazione del ruolo che l’ape italiana può e deve avere nell’ambito dell’apicoltura moderna da reddito.

NON SOLO MIELE
PAPPA REALE

Nel 1988 il prof. Shenglu Chen dell’Università di Apicoltura di Zhejiang da inizio al progetto «Selezione e tecnologie per alte produzioni di gelatina reale». La sottospecie prescelta fu la ligustica. Il prodotto della selezione, chiamato ZND n°1 – possiede un numero di ghiandole ipofaringee superiore rispetto alla ligustica tradizionale. Oggi questa ape può arrivare a produrre 650 mg di pappa reale per cupolino.

REG.UE 1308/13 – Programma apistico 2021

Il Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali, ha comunicato alle Regioni che la Commissione Europea ha iniziato l’iter di adozione di un regolamento delegato che rende operativo, già a partire dal 2021, l’aumento del budget, da 40 a 60 M€, deciso nel Quadro Finanziario Pluriennale del nuovo bilancio UE.

Questo sostanzialemente significa più risorse, già da quest’anno, a disposizione delle Regioni per finanziare le attività dell’OCM Miele. Il Ministero ha chiesto alle stesse Regioni di rimodulare i loro sottoprogrammi 2021 e 2022 entro e non oltre il 28 febbraio p.v. E’ auspicabile che tale rimodulazione venga presentata sentendo, come dovrebbe essere di prassi quando si prendono decisioni inerenti l’applicazione del Reg.UE 1308/13 in materia di apicoltura, le cooperative e le associazioni operanti sul territorio. E’ opportuno, dunque, attivarsi per offrire agli Enti regionali il parere del mondo apistico per il migliore utilizzo dei fondi aggiuntivi.

MIELE E INFEZIONI RESPIRATORIE

Solitamente vengono prescritti gli antibiotici come terapia per trattare le infezioni del tratto respiratorio superiore (URTI) tuttavia, data la prevalente natura virale di tali infezioni, gli antibiotici risultano inutili e non idonei.
L’uso eccessivo di antibiotici è causa della dilagante antibiotico-resistenza, causando non pochi problemi nella gestione delle infezioni sensibili agli antibiotici.

Dato che il miele ha proprietà antimicrobiche, una recentissima review e meta-analisi ha voluto esaminarne sistematicamente l’utilizzo per la risoluzione dei sintomi associati alle URTI, in pazienti di tutte le età, in qualsiasi contesto.
Sono state definite le URTI come infezioni acute del tratto respiratorio, inclusa tosse acuta, raffreddore e malattia simil-influenzale, escludendo la bronchite o altre infezioni del tratto respiratorio inferiore.

Sono state escluse anche le infezioni dell’orecchio senza altri sintomi di URTI e infezioni a seguito di interventi chirurgici o medici.
Sono stati inclusi tutti i trattamenti comunemente usati sotto “cure usuali”.
La ricerca ha identificato 1345 record, tra cui sono stati identificati 14 studi (che erano tutti studi randomizzati controllati) che hanno risposto ai filtri di selezione.

Valutando la letteratura disponibile, si sono trovate prove che il miele sembrava migliorare i sintomi dell’URTI in modo più efficace rispetto alle cure usuali, ma i confronti con il placebo erano limitati.

Un punto di forza di questa recensione è stata la strategia di ricerca completa, il che significa che è improbabile che si siano trascurati studi pertinenti.

Una limitazione era il rischio di bias negli studi inclusi (questo rischio era variabile e non è stata valutata la qualità dello studio in altri modi). Il rischio complessivo di bias è stato moderato.

Conclusioni

Il miele si è rivelato superiore alle cure usuali per il miglioramento dei sintomi delle infezioni del tratto respiratorio superiore.

Fornisce un’alternativa ampiamente disponibile ed economica agli antibiotici.

Il miele potrebbe aiutare gli sforzi per rallentare la diffusione della resistenza antimicrobica, ma sono necessari ulteriori studi di alta qualità controllati con placebo.



Fonte

Hibatullah Abuelgasim, et al., “Effectiveness of honey for symptomatic relief in upper respiratory tract infections: a systematic review and meta-analysis”. BMJ Evidence-Based Medicine Published Online First: 18 August 2020.

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